Guizhou: il paradiso Cinese

Entro il 2030, la Cina diventerà il paese più visitato dai turisti, superando anche paesi come la Francia. Le previsioni di Euromonitor International

Il numero di viaggi turistici in Cina aumenterà di almeno un miliardo nei prossimi 11 anni, secondo le stime dell’organizzazione internazionale EUROMONITOR. Il maggior numero di turisti proverrà dai paesi asiatici confinanti.

Il turismo cinese è sempre stato fonte di alto reddito per paesi come Russia, Stati Uniti, Giappone e Thailandia. Basti pensare che solo nel 2017 in Russia sono affluiti più di un miliardo di turisti cinesi, il Giappone ha ottenuto oltre 10 miliardi di dollari dal flusso turistico cinese, e che in Thailandia proprio quest’ultimo rappresenta il 10% del Pil del Paese.

La Cina

Focalizzandosi invece sul turismo in entrata, la Cina si classifica al 3°/4° posto tra le mete più ambite. Nonostante il flusso turistico dopo il 2008 abbia subito un calo significativo, dovuto soprattutto alle conseguenze della crisi globale, negli ultimi tre anni il numero dei viaggi verso il Paese è aumentato rapidamente.
Solo quest’anno ci si aspetta 142 milioni di viaggi turistici verso la Cina. Le autorità cinesi stanno lavorando per migliorare sempre di più la qualità dell’offerta turistica, per favorire il continuo aumento del flusso dei turisti.

Guizhou

Per gli amanti delle tradizioni culturali popolari e della natura, la provincia di Guizhou nel sud occidentale della Repubblica popolare cinese rappresenta una tappa obbligatoria. Guizhou è definita una delle “bellezze nascoste” della Cina, Il nome deriva da 贵 guì – Montagne di Gui e 州 zhōu – zhou (prefettura).

Un’antica leggenda cinese racconta che un giorno Dio raccolse tutte le montagne e le concentrò in un unico luogo della terra.
Nacque così questo concentrato di meraviglie, cime, grotte e formazioni carsiche, che formano oggi la provincia di Guizhou tra la via della seta e la via della seta marittima. Sorgenti termali, canyon, cascate (non a caso in patria la chiamo il ”regno dei monti e delle acque”) una piccola collezione di siti Unesco, 50 mila villaggi e la più alta concentrazione di culture etniche, paesaggi verdi ovunque e prelibatezze gastronomiche.

Credits: Zhong Xinben

Tra la foresta di Libo Zhangjiang, la Riserva naturale di Chishui (letteralmente ”Acqua rossa”), la cascata di Huangguoshu, la più alta di tutta l’Asia, il Canyon Malinghe (lungo 15 chilometri e profondo 100 è soprannominato la ”più bella cicatrice della Terra”), le foreste di latifoglie e i 10 mila ettari di piantagione da te, il territorio di Guizhou è davvero un paradiso per gli occhi.
Tra i suoi 35 milioni di abitanti, Guizhou ospita la più alta concentrazione di minoranze etniche del paese. Su 50 mila villaggi totali, 1000 appartengono a ben 18 gruppi etnici, ognuno con diversi usi e culture. I millenari Hmong sono i principali, e se a Langdeshan e a Xijang vivono in case di legno su palafitte chiamate i diaojiaolou, a Basha vantano il primato di essere l’ultima tribù di uomini armati in tutta la Cina.

La provincia

È una provincia relativamente povera e sottosviluppata, ma ricca di risorse naturali, culturali e ambientali. È conosciuta per i villaggi rurali tradizionali, abitati da gruppi minoritari come i Miao e i Dong.
I paesaggi sono caratterizzati da molti ponti coperti, i ponti del Vento e della Pioggia, costruiti dalla minoranza etnica Dong.
Il territorio è prevalentemente montuoso con pianure ad est e a sud, rilievi collinari nella parte occidentale della provincia. Le formazioni di roccia calcarea e il suo unico ecosistema naturale occupano il 61.9% del territorio.

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